E’ una delle più belle piazze d’Italia. Dal suo centro e guardando all’intorno si vedono la chiesa dedicata a S.Petronio, il Palazzo dei Notai, il Palazzo del Comune con la Torre dell’Orologio, il Palazzo del Podestà con la Torre dell’Arengo, e il palazzo dei Banchi da cui emerge la cupola di S.Maria della Vita. Bologna si trova sopra la conoide geologica formata tra i fiumi Savena e Reno e non si può dire che sia in pari. Infatti, appena verso Sud ci sono i rilievi delle colline e vi è una pendenza verso la pianura che ben si nota se si va in bicicletta dalla piazza verso la stazione dei treni. Nel 1882 l’Ordine degli Architetti fece misurare le quote altimetriche e risultava che tra la soglia di S.Petronio e il piano della ferrovia vi era un dislivello di metri 19,76.

A partire dall’unità del regno, la piazza era dedicata a re Vittorio Emanuele II°, e fino alla fine della seconda Guerra Mondiale c’era il suo monumento a cavallo, che poi è stato trasferito ai Giardini Margherita. Il Palazzo dei Banchi non è proprio un palazzo, ma una chiusura scenografica fatta per abbellire la piazza tenendola separata dalla zona dell’antico mercato, il Mercato di Mezzo. Risale all’inizio del secolo XV° ma è stato modificato dall’architetto Jacopo Barozzi nel 1568. Si chiama dei Banchi perché vi erano i banchieri, che svolgevano principalmente la funzione di cambiatori delle varie monete che erano portate dai viaggiatori e dagli studenti dell’università. I banchieri più importanti sono stati i Pepoli, che avevano come stemma una scacchiera ed erano anche chiamati “scacchesi”. La scacchiera raffigurava la tavola di cambio, con la quale si computavano le quantità e il genere di valuta da cambiare. I Pepoli erano diventati tanto ricchi che poterono diventare padroni e signori della città nel secolo XIV°. Dietro al Pal. dei Banchi si può andare a visitare la chiesa di S.Maria della Vita, dove c’è il famoso Compianto di Nicolò dell’Arca e l’Oratorio dei Battuti. Qui c’era l’Ospitale della Vita, e aveva di fronte l’Ospitale della Morte, dove c’è adesso il “portico della Morte”, ed dove erano assistiti i malati terminali. Ma, se restiamo nella piazza, abbiamo il Palazzo del Podestà, che era nato nel 1200 come nuovo palazzo comunale, e che poi verrà chiamato “palatius vetus” con la nuova costruzione dell’adiacente palazzo che sarà abitato nella sua prigionia da Enzo, il figlio dell’imperatore Federico. E’ rimasto incompiuto nella sua trasformazione in forme rinascimentali all’epoca dei Bentivoglio. I suoi massicci pilastri sono ricoperti da migliaia di formelle con bassorilievi di fiori, tutti diversi. Lì sotto c’è il sottoportico a croce, che è chiamato Voltone del Podestà. Se guardiamo in alto si vedono due forche che venivano usate per le pubbliche condanne dei “tratti di corda”. Nel centro del Voltone ci sono quattro statue fatte da Alfonso Lombardi nel 1525 che raffigurano i protettori della città: S.Petronio, S.Francesco, S.Domenico e S.Procolo. I turisti si divertono a provare un curioso fenomeno sonoro comunicando tra di loro negli angoli opposti del quadrivio. Proprio al di sopra è impostata la Torre dell’Arengo, che è la torre civica più singolare che esista al mondo. E’ una torre pendente che non poggia a terra ma è sostenuta dagli spigoli dell’incrocio del Voltone. Sulla sua cima, nella cella campanaria c’è il Campanazzo, che pesa ben 47 quintali. Questa enorme campana serviva per fare accorrere tutti i cittadini in armi quando si stava avvicinando a Bologna un esercito nemico. Adesso viene fatta suonare quando avvengono gravi lutti cittadini: ha fatto sentire i suoi rintocchi a morto il 2 agosto 1980, il giorno della bomba alla stazione, e poi anche per la morte del grande cantautore Lucio Dalla. Di altre parti della piazza ne parleremo in un prossimo articolo.