Nuove acquisizioni

TECNICA FUSION

La diagnosi di neoplasia prostatica può essere effettuata solo attraverso una biopsia, in regime ambulatoriale ed in anestesia locale, di tessuto prostatico per via eco-guidata.
La biopsia prostatica, tuttavia, prevede l’esecuzione di numerosi prelievi secondo uno schema sistematico e, come tale, non è priva di potenziali sequele o complicanze (quali il sanguinamento o la comparsa di febbre o di infezione generalizzata).
Nella maggior parte dei casi, in caso di sospetta neoplasia prostatica, non è possibile localizzare accuratamente la sede del tumore con l’esplorazione rettale o con l’ecografia, e pertanto la biopsia viene eseguita a “random”. Si stima infatti che la prima biopsia prostatica non sia in grado di diagnosticare no al 35% dei tumori clinicamente significativi.
Non è difficile intuire che un processo diagnostico di questo tipo abbia dei risvolti negativi, primo fra tutti la necessità di sottoporsi a più sedute di biopsia prostatica al fine di dirimere la diagnosi.
Negli ultimi anni è stato dimostrato che la risonanza magnetica nucleare (RMN) ha enormi potenzialità nella diagnosi del tumore della prostata. L’utilizzo di magneti più potenti, il miglioramento della risoluzione di immagine e l’introduzione degli studi multiparametrici hanno contribuito a rendere la RMN la metodica di imaging più accurata per la diagnosi del tumore prostatico.
Grazie a finanziamenti SAMUR e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, abbiamo in programma l’acquisizione di una sofisticata colonna ecografica con software “FUSION” che prevede la fusione delle immagini RMN con quelle ecografiche, per l’esecuzione di biopsie prostatiche mirate.
Una lesione tumorale sospetta e precedentemente delineata dal radiologo in corso di RMN, può essere in questo modo facilmente localizzata dall’urologo fondendo le immagini della RMN a quelle ecografiche in modo da esegue la biopsia prostatica eco-guidata mirata alle lesioni viste in RMN.
In questo modo sarà possibile ridurre il numero di biopsie prostatiche non necessarie, ridurre sensibilmente i costi delle biopsie prostatiche e di definire con maggior precisione e minor margine di errore i tumori più aggressivi.

2017-03-14T11:07:20+00:00