Gli antichi mercati di piazza

Ci sono delle vecchie foto, della fine dell’800, che mostrano Piazza Maggiore con il mercato. Tutta la piazza era occupata dalle trabacche dei venditori, ed anche la Piazza del Nettuno.

Il mercato del venerdì era stato istituito e regolamentato da Papa Bonifacio VIII. Quello che si era fatto fare una statua di lamiera ricoperta d’oro, che era posta sulla facciata di Palazzo e che, anche per questo, fu poi accusato di essersi considerato come fosse una divinità. Si può vedere la statua se si va a visitare il Museo Medievale di via Manzoni 5.

In tutta l’antica zona centrale di Bologna c’era sempre stato il mercato e, ancora oggi la parte che si trova tra il Palazzo dei Banchi e la Mercanzia viene ricordata come il “Mercato di Mezzo”. E qui erano situati i macellai e i pescivendoli, perché sotto la strada scorre un ramo dell’Aposa, che serviva ad eliminare gli scarti ed il sangue ed evitare il cattivo odore e le pestilenze.

Ci sono dei bandi emanati nella seconda metà del ‘500 che proibiscono ai venditori di “lavare herbaggi, frutta o bugate alla Fonte di Piazza” ed anche di “attaccare alla facciata di S. Petronio agnelli, capretti o altri animali per scorticarli”.

Il mondo del mercato dei tempi passati bisogna immaginarselo brulicante di persone, e di bancarelle, confusionario e rumoroso, con forti odori e fetori. Pieno di grida, di altisonanti inviti a comprare, lanciati dagli imbonitori. E non mancavano i mendicanti, i tagliaborse, i cantinpanchi e i predicatori. I venditori erano raggruppati per genere di merce, e si trasmettevano intese o contrasti usando il gergo segreto dei ciarlatani e dei girovaghi. Quel gergo derisorio e spregiante, riferito ai compratori (“marraia”), che io appresi quando feci il “battitore” per alcuni anni, durante le ferie scolastiche, in giro per i mercati e le fiere d’Italia.

Il “battitore” è il venditore di piazza che attira i clienti con forti colpi battuti sul banco di vendita, intercalati da grida e gesticolazioni teatrali.

L’abilità del “battitore” consiste nel catturare l’attenzione dei passanti, di incuriosirli mostrando lo “spillo” e affascinarli, trattenendoli davanti al suo banco, senza che essi si accorgano di perdere tempo o di essere stati invogliati a comprare qualcosa di superfluo.

Lo “spillo” è un oggetto inconsueto o un animale strano, che provochino meraviglia. Può essere una bambola appesa in alto, oppure un serpe messo in mostra, oppure il venditore stesso abbigliato in modo curioso. Si ricorda che il famoso venditore della Piazzola che si chiamava Ragni portava un cappello di paglia con sopra una saracca. Ed altri venditori portavano sul cappello o sulla camicia delle vistose banconote, oppure erano abbigliati e camuffati all’orientale.

Quando il “battitore” è riuscito ad adunare davanti a sé un gruppetto di possibili compratori, allora si scatena la sua abilità retorica e incantatrice. Magnifica i pregi della sua merce (“ribongia”) e la mostra, sollevandola e sbattendola rumorosamente. Poi, ci sono dei trucchetti che usano l’esperienza psicologica, come per esempio l’individuare una donnetta che mostra di essere particolarmente attirata e rivolgerle forbite e rispettose parole, mettendole, nel contempo, la merce tra le mani, dopo averla con meticolosità avvolta in un cartoccio. E’ la stessa forzatura psicologica che è usata anche oggi da chi ci si para davanti per la strada e ci porge qualcosa.

Comunque, un buon venditore è quello che riesce a mantenere l’attenzione dei clienti.

E l’affollamento, di per sé stesso, serve per attirare altri passanti (Cosa c’è ? Cosa c’è ?).

Poi, ci sono tanti altri modi per riuscire nella vendita “gridata”. C’è, per esempio, l’aiuto dello “zaro” (compare), che manifesta apprezzamento per influenzare gli astanti, e magari dice che ha già comprato con soddisfazione, e finge di acquistare di nuovo, dicendo che farà bella figura per un regalo.
Ma non voglio qui svelare tutta l’astuzia dei venditori di piazza, e ricordo che, quando ci si trova nella folla di un mercato, è sempre meglio restare ben vigili e fare attenzione, soprattutto al proprio portafoglio.

Ezio Cesari

2017-04-10T08:16:30+01:00