Bologna – il Palazzo Comunale

E’ costituito da diversi edifici che formano un quadrilatero, che dalla Piazza Maggiore arriva fino a via Venezian.  La parte più antica è quella sotto la Torre dell’Orologio, che era della famiglia del giurista Accursio.  Dal 1293 era il deposito per la gestione e la distribuzione pubblica delle granaglie, e veniva chiamato Palazzo delle Biade.  Dal 1336 c’era il Consiglio degli Anziani, che governava il potere comunale a turni di due mesi.

Tutto il palazzo era a forma fortificata, senza il portico a volte gotiche che vediamo adesso, ma aveva il muro “a scarpa”.  La parte di destra, è stata aggiunta nel XV° per ospitare il “Legato”, il  rappresentante del potere pontificio (1425, Fioravante Fioravanti) e, dopo la presa di potere di Papa Giulio II° nel 1506, è stata aggiunta anche la parte più bassa che arriva fino alla via Ugo Bassi e che termina con una torre d’angolo.

Sulla facciata vediamo la “Madonna di Piazza”, in terracotta, fatta da Nicolò dell’Arca nel 1478.   Il monumentale portale è opera in “masegna” (arenaria) di Galeazzo Alessi, del Cinquecento.

A sinistra c’era il balcone da dove i “trombetti” gridavano le leggi sul sottostante mercato; e c’era anche, nei primi anni del secolo XIV° una statua di ferro, ricoperta di foglia d’oro, che si era fatto fare Papa Bonifacio VIII° (questo papa fu accusato di idolatria e di molti altri delitti; la statua è conservata nel Museo Medievale).  Proprio sopra all’orologio della torre, dal 1773 c’era un carosello dei Magi che uscivano da una porticina e passavano inchinandosi davanti a una Madonna, mentre un angelo suonava la tromba (queste figure si possono vedere al secondo piano, nelle Collezioni Comunali d’Arte).

Sopra il portale c’è la statua in bronzo a tutto tondo del bolognese Papa Gregorio XIII° Ugo Boncompagni, fatta dal Menganti nel 1580.  Questo papa è conosciuto per avere istituito nel 1582  il calendario che usiamo adesso, che ha corretto l’errore cronologico del calendario di Giulio Cesare.  Eminenti studiosi fecero i calcoli dell’errore e venne decisa  l’eliminazione dei dieci giorni che seguivano il giorno 4 e fino al 14 di ottobre, ed anche che non ci fosse più l’anno bisestile nei centenari divisibili per 400. Il nuovo calendario non fu accettato dalla religione greca ortodossa e da altre nazioni che non riconoscevano l’autorità pontificia.

Sopra la statua è rimasta la (falsa) scritta “Divus Petronius protector et pater” messa nel 1796 per salvarne la distruzione all’arrivo dell’esercito francese di Napoleone, quando il papa venne mascherato come se fosse il vescovo Petronio, protettore della città.  Venne messa una mitria di lamiera che copriva la tiara pontificia e un pastorale nella mano (restò mascherato da Petronio fino al 1895; la mitria e il pastorale fasulli si vedono nel Museo del Risorgimento).

Papa Gregorio XIII° era un zelante presidente del Tribunale della Santa Inquisizione e persecutore degli ebrei. Nel 1572, quando seppe della “strage degli Ugonotti” in Francia (notte di S.Bartolomeo), fece fare festeggiamenti e coniare medaglie celebrative.  Fu un papa nepotista e comprò la contea di Vignola per suo figlio Giacomo.  Proclamò l’esenzione da peccato per chi fosse riuscito ad assassinare la regina Elisabetta d’Inghilterra.

A cominciare dal 1249, dopo la cattura di Enzo, figlio dell’imperatore Federico II°, qui sotto le finestre veniva fatta la Festa della Porchetta, e venivano gettate sulla folla sottostante cibarie, ed anche un maialino vivo cosparso di grasso, per il divertimento di vedere la zuffa che si creava nel tentativo di catturarlo (festa abolita nel 1796, con l’arrivo dei francesi).

2017-04-04T10:17:44+00:00