Utilizzo clinico della spettroscopia di risonanza magnetica (3D-MRSI) e della tomografica ad emissione di positroni (PET/TC) nella diagnosi e nella stadiazione del tumore prostatico web

 

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Nel biennio 2007-2008 si è svolto, della presso la Cattedra di Urologia dell’Università degli Studi di Bologna/Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Orsola-Malpighi e sotto il coordinamento del Prof. Giuseppe Martorana, il progetto scientifico di ricerca clinica nell’ambito della diagnostica avanzata del tumore della prostata finanziato dall’Associazione SAMUR-Onlus, grazie al contributo di 80.000 Euro da parte della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

L’obiettivo di questa ricerca è di favorire la comprensione di queste metodiche di diagnosi avanzata, di determinarne il ruolo ed di introdurle nella pratica clinica per migliorare l’iter diagnostico, la stadiazione e la strategia terapeutica del tumore della prostata.

Il progetto è suddiviso in 3 studi differenti, distinti in ambiti specifici della diagnosi e della stadiazione del tumore prostatico:

STUDIO 1
“Utilizzo della 3D-MRSI nell’esecuzione di biopsie prostatiche mirate nella diagnosi e localizzazione del tumore prostatico in pazienti ad alto rischio di neoplasia” con 54 pazienti arruolati; le analisi statistiche hanno fatto emergere una buona accuratezza diagnostica per la Spettroscopia RM in questi pazienti, con un buon valore predittivo negativo per la MRI combinata con la 3D-MRSI (84%) nell’escludere la presenza di neoplasia; inoltre, grazie all’assai elevata accuratezza diagnostica ad un’analisi regione per regione, questa metodica potrebbe offrire la possibilità di ridurre il numero di prelievi in corso di mapping (e quindi ridurre la morbilità per il paziente); resta da definire tuttavia il rapporto costi-benefici, visto il costo notevole di una MRI con 3D-MRSI.

STUDIO 2
Utilizzo della PET/TC con 11C-Colina nella stadiazione pre-operatoria dei pazienti ad alto rischio di metastasi linfonodale. Sono stati arruolati 57 pazienti a rischio intermedio-elevato di metastasi linfonodale. E’ stata evidenziata una buona accuratezza per la PET/TC con Colina nell’identificazione preoperatoria delle metastasi linfonodali da carcinoma prostatico, ed in particolare è emersa una specificità molto elevata (97%) a fronte di una sensibilità più limitata (60%), ma che è comunque superiore a quella delle metodiche tradizionali in uso (e.g. Tomografia Computerizzata con mezzo di contrasto e Risonanza Magnetica, che hanno una sensibilità del 30%). I risultati preliminari dello studio sono stati oggetto di una comunicazione scientifica nel corso del 22° congresso della Società Europea di Urologia, e sono stati pubblicati sulla rivista di settore European Urology 2008. Questi risultati aprono nuove prospettive nell’ambito della stadiazione dei pazienti affetti da carcinoma prostatico, in cui la PET/TC con Colina può rappresentare una metodica utile a migliorare l’approccio chirurgico e, in alcuni casi la scelta terapeutica per i pazienti affetti da carcinoma prostatico a rischio intermedio-elevato di metastasi linfonodale.

STUDIO 3
Utilizzo della PET/TC con 11C-Colina nella ristadiazione dopo trattamento primario per tumore prostatico nello studio della sede di ripresa di malattia con studio dell’effetto della terapia ormonale sul risultato della PET/TC. Sono stati arruolati 190 pazienti con ripresa biochimica dopo prostatectomia radicale e sottoposti a PET/TC. I risultati hanno confermato la buona accuratezza diagnostica della metodica nella visualizzazione della sede delle recidive di malattia; inoltre sono state condotte alcune valutazioni specifiche sul PSA e sulla sua cinetica e sull’utilizzo della terapia ormonale, per capire in quale fase della ripresa di malattia e per quali valori del PSA fosse più indicata questa metodica di staging; le analisi statistiche dimostrano una maggiore accuratezza diagnostica per la PET/TC in assenza di terapia ormonale e per valori del PSA superiori a 2 ng/ml; inoltre sarebbe emersa una buona accuratezza della metodica anche per valori di PSA < 2 ng/ml  ma in presenza di valori di cinetica del PSA indicativi di una malattia ad elevato metabolismo.

In conclusione, il  progetto scientifico intrapreso presso la Cattedra di Urologia dell’Università degli Studi di Bologna/Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Orsola-Malpighi, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ha dato dei risultati positivi in quanto ha permesso l’introduzione di nuove conoscenze scientifiche nella diagnosi  e nella stadiazione del tumore prostatico. Queste conoscenze da un lato consentono un utilizzo più razionale delle metodiche di imaging sofisticato di cui oggi si dispone ed un risparmio economico per le strutture sanitarie, dall’altro consentono un miglioramento diagnostico per il paziente a cui possono essere somministrate terapie più specifiche e mirate.

AllegatoDimensione
[file] utilizzo clinico della 3D-MRSI e della PET-TC nella diagnosi e nella stadiazione del tumore prostatico.pdf3.32 MB