Comunicazione medico-paziente
Oggi i pazienti affetti da una patologia neoplastica sono molto meglio informati che in altri tempi. Molti di loro desiderano avere una significativa quantità di informazione dal medico che li ha in cura, spesso considerati la fonte primaria di informazione e una delle più importanti fonti di supporto e di aiuto nel far fronte alla malattia.
Le parole possono essere di conforto al paziente e alla sua famiglia e sono una potente fonte di speranza, incoraggiamento e informazione, tutti fattori che riducono l’incertezza e facilitano il coping.
Tuttavia, quando utilizzate in modo insensibile, le parole possono essere taglienti, come coltelli, come quando le cattive notizie sono date in modo brusco e senza empatia.
Un’attitudine ad avere consapevolezza dell’impatto che ha il nostro modo di comunicare con il paziente ed una riflessione sul significato che le nostre parole possono avere per il paziente può permetterci di impostare i nostri colloqui in modo da assistere il paziente e la famiglia, aiutandoli ad attraversare la crisi aperta dal cancro.
Le emozioni che nascono nel paziente e nella famiglia, specialmente se intense, creano generalmente difficoltà nel rapporto con il clinico.
Quando i pazienti ricevono un’informazione sconvolgente, la loro reazione emotiva può far sentire il clinico impotente, sulla difensiva o frustrato.
D’altra parte le emozioni sono sempre presenti in pazienti sotto stress o in crisi e per questo è importante avere una strategia per gestirle.
