Agobiopsia Prostatica Computerizzata

1 Il carcinoma prostatico è la seconda neoplasia più frequente in Europa dopo i tumori polmonari, con circa 110.000 nuovi casi e 55.000 decessi ogni anno. In tutti i casi in cui vi sia il sospetto di neoplasia prostatica all’esplorazione digito-rettale (DRE), alla ecografia transrettale (TRUS) o nel caso vi sia una variazione "sospetta" del PSA, viene eseguita la biopsia.
2 Sfruttando un apposito ago da biopsia e le immagini ecografiche, il medico preleva mediamente 8-16 frammenti di prostata seguendo uno schema codificato. Maggiore è il volume, più numerosi devono essere i frammenti biopsiati, allo scopo di garantire un completo mapping del tessuto prostatico. Recenti studi hanno infatti dimostrato come l’accuratezza della diagnosi cresca all’aumentare del numero di prelievi.
3 Poiché allo stesso tempo cresce il rischio di effetti collaterali per il paziente, é desiderabile ridurre al minimo il numero di prelievi senza intaccare l’accuratezza della diagnosi. È proprio questo lo scopo dell’Agobiopsia Prostatica Computerizzata (APC), una tecnica innovativa in cui una mappatura a falsi colori guida il medico nella selezione dei frammenti da prelevare.
4 L’attività di ricerca in questo campo, nata dalla collaborazione all’interno dell’Università di Bologna fra le Unità di Ingegneria (Dipartimento di Elettronica - Gruppo MAS, Prof. G. Masetti) e l’UO Urologia (Prof. G. Martorana), è volta sia ad incrementare la capacità dell’APC di rilevare il carcinoma prostatico sia allo sviluppo di un prototipo che possa assistere il medico d urante l’indagine ecografica.
5 Studi preliminari hanno mostrato come sia possibile fornire al medico un’immagine con una accuratezza sufficiente a ridurre del 30-50% il numero di frammenti necessari per una diagnosi accurata.
Per ulteriori informazioni: http://mas.deis.unibo.it/

